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Ortolani

Origini. Le origini della corporazione degli Ortolani di Sassari si perdono nel medioevo turritano. Già ai tempi del libero comune, infatti, le fertili valli della Nurra, completamente cosparse di rigagnoli e pozze d’acqua, erano state approdo e luogo di fortuna di numerosissimi lavoratori della terra, che ben presto fecero fiorire il mercato locale grazie alla produzione autoctona. Controprova dell’importanza di tale mercato fu la nascita non solo di corporazioni dedicate al mondo agricolo, se non uniche quantomeno singolari nel panorama europeo, ma addirittura una loro specializzazione e frammentazione in soggetti distinti, tanta era la professionalità dei lavoratori coinvolti nella filiera.

I lavoratori dei campi, specialmente quelli dediti alle culture ortofrutticole, sicuramente erano soliti riunirsi attorno al secolo XV presso la Pieve di San Francesco nel Colle dei Cappuccini. Testimonianza di tale presenza è marcata dal venerato simulacro della Madonna di Valverde all’interno del convento francescano, il quale è stato ricostruito a causa di crolli nel secolo scorso.

Notizie di un vero e proprio Gremio degli Ortolani sassaresi si hanno tuttavia soltanto nel XVI secolo, giacché nel 1521 gli stessi si trasferirono dalla Chiesa di San Francesco a quella di Santa Maria occupando la scomparsa Cappella di Santa Lucia e ottenendo diritto di sepoltura nel terreno circostante, seppur con difficoltà causate dall’opposizione dei conventuali.

Dal Rinascimento ai tempi moderni. La storia del Gremio degli Ortolani è inscindibilmente legata a quella della Faradda di li candareri, giacché già nell’atto del 1531 essi erano indicati fra le corporazioni presenti con un proprio Candeliere. Essi sono una delle quattro corporazioni sempre presenti alla Discesa assieme a Massai Agricoltori, Muratori e Calzolai, ed erano parte della stessa anche nel noto voto seicentesco.

Nel corso del Seicento il Gremio ha continuato la propria attività nel territorio sassarese, come testimoniato da due documenti del tempo. Il primo è lo statuto del Gremio dei viandanti del 1633, nel quale gli stessi Viandanti richiamano allo statuto del Ortolani per stabilire i percorsi per le questue nella città (le due corporazioni godevano e sono tuttora in rapporto di forte collaborazione, nata dallo stretto legame tra produttori e trasportatori e fiorita nella comunanza di usi e costumi ancora oggi rispettati). Il secondo, del 22 ottobre 1693, con il quale il Gremio stipulò un accordo con i frati riguardante la cappella di Santa Lucia, impegnandosi ad ornarla dato lo stato di abbandono

Risale al 1761 invece il nuovo statuto degli ortolani che rinnovava la confraria di cui si lamentava la decadenza. A metà del XIX secolo venne demolita la cappella di Santa Lucia; ciò portò il Gremio a trasferirsi presso la Cappella delle Anime, attuale sede della corporazione.

Dopo un periodo di attività come Società di Mutuo Soccorso, il Gremio è stato parte integrante della rinascita della Discesa dei Candelieri ed è divenuto parte dell’Intergremio “Città di Sassari”.

La Patrona è la Madonna di Valverde, il cui legame con il gremio si perde nei tempi, e la cui festa è la domenica in albis (domenica successiva a quella di Pasqua). La festa era originariamente l’8 settembre, oggi utilizzata per la festa piccola del gremio.

Candeliere antico. Il Candeliere antico degli Ortolani è il cero più antico fra tutti i Candelieri conservati nella Città di Sassari. Completamente intagliato nel fusto, reca incisi diversi fregi floreali arricchiti dai resti delle foglie d’argento che lo ricoprivano. Il capitello, di forma ottagonale, presenta numerosi fregi fitomorfi pregevolmente scolpiti nel legno mentre nella parte centrale sempre scolpita si trova la Madonna di Valverde.

Originariamente era ricoperto da una tela dipinta raffigurante la Patrona su un drappeggio chiaro su sfondo marrone. Tale tela, dal 1989, è stata posta nel Candeliere nuovo.

Candeliere nuovo. Creato sul modello di quello antico è prevalentemente di colore marrone, la base riporta ornamenti geometrici più precisamente dei rombi all’interno di un rettangolo;  sul fusto vi è l’immagine della Madonna di Valverde, conservata nella tela settecentesca che avvolgeva il fusto del Candeliere vecchio.

Il 14 agosto viene posta in cima al capitello una ricchissima corona di bandiere in broccato ricamate, in ricordo di tutti gli obrieri succedutesi negli anni. Sulla sommità svetta il vessillo dell’Obriere di Candeliere in carica. La corona viene adornata da ghirlande di carta, i bora-bora, e spesso da addobbi vegetali, quali oleandro e salice.

Il Candeliere degli Ortolani pesa 251 kg senza stanghe e 291 kg con stanghe completamente addobbato.

(Testo da Wikipedia – Video di Stefano Solinas)