Comunemente godesi in Sassari buona salute, la quale può durare fermissima se abbiansi certe precauzioni che consiglia l’igiene, e soprattutto contro le mutazioni repentine dell’atmosfera, che qui, come in altre parti dell’isola, avvengono spesso troppo bruscamente.
Le malattie predominanti nell’inverno sogliono essere le infiammazioni sporadiche, come pleuriti, bronchiti, catarri, sinocchie e simili, prodotte dalle predette vicende termometriche; nell’estate le periodiche e sovente con aspetto grave, le quali verso la fin d’agosto sogliono diminuire di intensità e di numero. L’autunno è piuttosto una stagione salubre.
In altri tempi era non rara la lepra in Sassari, e aveasi un lebbrosario nelle vicinanze, prossimamente a Silchi, nel luogo detto Lu regnu vecciu. Cessata infine l’orribile malattia, che ancora dura in qualche provincia continentale dello stato sardo, si vide assai comune la rogna, e continuò sino ai nostri tempi a causa della negletta pulizia della città, e de’ letamai che si accumulavano presso le porte della città.
Tra le fonti di Sassari eravi il fonte detto della rogna, che la città diede, poi per le concie, quando fu riconosciuto che il bagno nelle sue acque non aveva alcuna virtù contro quella malattia cutanea (1605).
In altro tempo regnavano in Sassari per causa della suddetta negligenza tali febbri, che erano comparabili a quelle delle prigioni e degli spedali.
Medici, chirurghi e flebotomi. Essendo in Sassari una università, sono piuttosto in gran numero questi ministri dell’arte salutare. Nessuno di essi pratica la medicina omeopatica, e se questa non vi è sconosciuta e giova ad alcuni, ne ha merito un estraneo alla scienza medica. La verità, sempre combattuta nelle prime sue dimostrazioni, finalmente supera l’opposizione, e l’omeopatia la vincerà, come la superò la china, la vaccinazione, con gran vantaggio della sanità pubblica, ora tanto debilitata dal sistema del dissanguamento, con grande risparmio per il poco costo de’ medicamenti di Hanhemann, e per il nessuno servigio de’ flebotomi, e con bene degli ammalati, che non sono condannati all’inedia e a tutti quei tormenti che si patiscono nel sistema allopatico. L’omeopatia si avvicina a questo trionfo, essendo esercitata ne’ luoghi più colti dell’Europa e dell’America, malgrado le contradizioni stolte degli interessati, e stimata dalle persone più distinte per intelligenza e grado, come vedesi in Torino.
Vaccinazione. Oramai non ha questo preservativo salutare alcuna difficoltà per il suo esercizio benefico, e si pratica con molto frutto; però le influenze vajuolose non sono tanto funeste, quanto erano per il passato. Si ha solo a desiderare che sieno meno negligenti i padri e le madri per guarentire i loro figli dal vajuolo naturale sottoponendoli a tempo ai vaccinatori.
Farmacie. Sono molte, ma in pochissime si adoprano processi chimici per ottenere i prodotti che servono a medicamento.

