Corsa di Mezzagosto che dicesi su Palu de Mesaustu. Come nelle altre parti della Sardegna alle principali feste si dà ai concorrenti lo spettacolo della corsa de’ cavalli; così anche in Sassari per la festa dell’Assunzione, che è la principale delle feste popolari, si corre il palio da’ cavalli grandi, e da’ puledri con doppio spettacolo.
Prima che i consiglieri con altri principali cittadini si siedano alla indicata merenda, sogliono mandar un regalo al Governatore; e il regalo consiste in gelati, dolci e frutta.
Ricevuto questo regalo il Governatore con tutta l’ufficialità della guarnigione portasi nel palazzo del municipio per vedere la corsa, e partecipa della merenda.
Il cav. P. Tola accenna che la bellissima, estiva, notturna merenda (la colezione surriferita) fu nel 1596 cangiata nella corsa de’ cavalli; ma questo non corrisponde a’ monumenti che restano della corsa de’ cavalli in Mezzagosto negli anni 1504, 1514, e de’ premi che si davano a’ corridori, de’ quali è menzione negli anni 1517, 1577.
Questa corsa si faceva e si fa ancora dentro della città, d’onde escono per passare avanti la porta di s. Maria di Betlem. Concorrono anche da luoghi lontani i corsieri più nobili e vincitori in altre gare.
Per molte disgrazie funestissime e il pericolo, che èra sempre in quest’arringo per i corridori e per gli spettatori, il governatore di Sassari nel 1639 comandava che si corresse fuori; ma il municipio si oppose e il V.R. diedegli ragione.
I premi consistono in quattro pezze di broccato di differente lunghezza o valore. Le tre prime sono per i tre primi de’ cavalli grandi che passano la meta, il quarto per il primo de’ puledri.
Queste pezze appaiono distese in vaga mostra dalle finestre, dove sono i consiglieri, e vedonsi pure esposti insieme altri piccoli premi, berretti, fazzoletti, pollastri ecc. , destinati a quei del piccol popolo, i quali prenderanno e presenteranno una delle polizzine, che si spargono dal sindaco del comune, ufficiale del municipio, del quale diremo a suo luogo.
Su cotesta distribuzione di schedolette scrisse nella citata lettera il Tola, e piace riferirne le parole.
«Sopra un destriero riccamente bardato discende per la Piazza il sindaco del comune, vestito alla foggia degli avvocati e dei medici del seicento, governando con la sinistra il morso al cavallo e con la mano dritta tenendo basso il cappellaccio bicorne in segno di rispetto al pubblico spettatore. E lo precede avanti il più anziano de’ mazzieri civici, che in dialetto sassarese chiamano Virghetta, derivando la voce dall’officio, poichè costoro precedono con la mazza a’ consiglieri, come i littori precedevano colle verghe agli antichi consoli romani. Il qual mazziere cavalca un ronzino bizzarramente infioccato e tiene la mazza sollevata in alto puntandone il calcagno sull’arcione della sella, ed è tutto rivestito da capo a piedi d’una sottana e d’una zimarra di scarlatto, che a vederlo da lungi sembra proprio un fantasma, od un’ anima uscita allora allora dal purgatorio (Era questa zimarra di lana rossa la veste propria d’ufficio, che aveano cotesti bassi officiali del municipio. I consoli vestivano la toga di damasco rosso). E il sindaco facendo camminare il suo cavallo con uno scambio gravissimo e misurato, spande a diritta e a manca un nugolo di bigliettuzzi , ne’ quali stanno scritti il berretto , il fazzoletto o la cianfrusaglia , o in vece la sonorissima guanciata, che ha da toccare in sorte al raccoglitore. Ed una zuffa così forte si appicca in un momento per raccogliere i bigliettuzzi, che io non saprei ben descrivere lo spingersi, l’urtarsi, l’accavallarsi dell’accorsa ciurmaglia, la quale dà e riceve pugni e calci a profusione e investe e si butta alla cieca e a corpo morto sotto le zampe dell’assediato cavallo».
Questa retribuzione deve essere stata sostituita agli alberi di cuccagna, che si usano ancora altrove per le feste.
Sparse in questo modo quelle polizzine, subito si ordinano i cavalli. È consuetudine generale in tutte le parti dell’isola, di dare il vantaggio di alcuni passi a quelli che si giudicano di minor forza sopra quello che fu vincitore in altra gran corsa, che però si presume essere più forte, e di porre prossimo a lui quello che si reputa poco men forte, e così vie via, e quando sieno alcuni che abbian in diversi ippodromi ottenuto lo stesso premio, allora perché si presume e stima più forte quello che corse maggior arringo, si dà il vantaggio a quello che il corse minore; ma in Sassari si suole fare in altro modo, e tutti i cavalli si ordinano in una sola linea, forse perché concorrendo alla gara i corsieri più nobili sono tutti stimati di egual valore; quindi all’ora prefissa dato il cenno della mossa dal suddetto sindaco, si slanciano i cavalli tra lo strepito delle campane e le grida giulive del popolo.

