La strada principale, o del corso, che prima cognominavasi della Maggioria e poi fu detta come anche al presente la Piazza, percorre in sua maggior longitudine la città da porta Castello a porta s. Antonio, non molto regolare nella larghezza, ma nelle più parti diritta.
A chi percorre questa via restano nascoste le due porte, quella del Castello perché si frammette la chiesa di s. Catterina, che veramente è mal situata, e quella di s. Antonio perché appartata a destra, sì che per escire bisogna cangiar due volte la direzione.
Quest’inconveniente fu sentito da quasi tre secoli prima d’oggi, e se ne rinnovava il rincrescimento ogni anno, quando ricorrea nel 15 agosto lo spettacolo della corsa de’ cavalli, i quali dopo percorsa la grande strada doveano torcere dalla retta dell’arringo per uscire dalla porta pochissimo larga e poi volgersi un’altra volta nella via alla chiesa di Betlem, vedendosi la difficoltà e il pericolo dei cavalli e de’ fantini in quelle giravolte così subitanee, difficoltà e pericoli, per superar i quali era necessario che per otto giorni si avvezzassero i cavalli con molte corse di prova. Nel 1617 si deliberava nel municipio di aprir una porta nella linea della strada abbattendo una casa ; ma non fu eseguita la deliberazione, nè di poi, sebbene spesso si proponesse l’esecuzione di questo disegno, si venne al fatto.
Trovasi in questa strada il palazzo del municipio, che ha attiguo il teatro, e vi sono i fondachi, i negozi e le principali botteghe di caffè e liquori ecc. Essa è fiancheggiata da molte case di bell’aspetto.
La (via) turritana, era così detta, perché nel principio fu la strada principale del borgo, dove passavano quelli che andavano in Torre, e non già perché nel tempo dell’emigrazione de’ torresi abbiano questi abitato le case che sono lungo la medesima. lnflettesi alquanto presso la cattedrale e declinando termina a porta d’Uceri.
Carrera-lunga move da presso porta s. Antonio, costeggia un lato della piazza di Carramanna, e continuando con minor latitudine volge a destra e fa capo al Pian di Castello.
La strada di s. Apollinare da porta Uceri guida a Porta s. Antonio piegandosi prossimamente a questa.
Alcune strade procedono lunghesso le muraglie.
La prima comincia dal Pian di Castello, e, fatto angolo, scende a porta Rosello, donde poi scorre sino a porta s. Antonio.
La seconda va da questa porta sino a presso porta Uceri, dietro il monistero di s. Elisabetta.
La terza mette in comunicazione le porte Uceri e Castello, ed è cognominata di Arboria, o Arborea, dagli arboresi, che in gran numero vi stettero acquartierati nel 1369, quando sotto la condotta di Quirico Manconc e Giovanni de Sotgio assediavano ed espugnavano il castello difeso dall’alcaide Berengario Carroz e da un nobil cavaliere aragonese, Sancio Ximene de Averne. (V. Fara De rebus Sardois sotto l’anno suindicato).
V’hanno altre vie longitudinali, c moltissime traversali con varii chiassuoli, che non importa nè pure di indicare.
Tutte le vie sono selciate, ma meglio che le altre, le tre principali, la Piazza, la Turritana e Carrera lunga, Nella prima di queste si è adoperato il granito per lastricarla fuorchè nelle cunette, dove sono ciottoli. Da che fu riformata l’amministrazione municipale e si preposero gli edili per curare le nuove costruzioni si badò alla possibile rettificazione delle vie e alla convenevole ampliazione. Può essere che in un tempo non molto lontano si raddrizzino le linee della strada principale, e si tolga l’ingombro della chiesa antica di s. Catterina, secondo la proposta già da molto consentita dalla città ed approvata dal governo.
Piazze
Lo spazio più largo, che aprasi dentro l’antica circonferenza di Sassari, è il così detto Pian di Castello, che è al primo ingresso della città dalla parte di Serrasecca, tra il castello e l’isolato di s Catterina. È di una tal figura che non ha nome.
Carra-manna. Questa è piuttosto regolare e di figura bislunga. Diventò tale, quale or si trova, dal 1608, quando i consoli con sovrana approvazione ne sgombrarono l’area da una piccola isola. Alcune linee d’alberi, ond’è cinta, la rendono amena.
Campu di carra. Largo prossimo a porta s. Antonio nella strada maggiore formato dal divergimento della linea delle case a destra.
Piazza di s. Nicola. Altro largo irregolare avanti la cattedrale e alla sua destra.
Piazza del collegio. Largo poco regolare, ma che potrebbe esserlo più, avanti l’edificio dell’antico collegio de’ gesuiti, dove è l’università e la fabbrica de’ tabacchi. Da questo intende il lettore che Sassari, sorta nel medioevo, non è più simmetrica, che sieno le altre città antiche, come è la stessa Torino, in quella parte che resta ancora di una età non molto lontana: nè poteva essere altrimenti, se fabbricavasi senza disegno, e se i municipii lasciavan fare a ciascuno secondo il proprio arbitrio, senza curarsi nè di simmetria, nè di eleganza, e pochissimo della pulizia.

