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Passeggiate

Lodossi sempre l’amenità de’ dintorni di Sassari, ed era buon merito per la verzura quasi perpetua che ti ricreava la vista nel primo escire dalle porte, trovandosi tra orti lussureggianti e bellissimi giardini, e più che altrove nel delizioso canale di Valverde , inaffiata da molte fonti e dalle due principali di s. Martino (Eba ciara) e di Rosello; ed era pur ragione per la superba vegetazione de’ grandi olmi, che ricingendo in doppia fila le muraglie incoronavano co’ frondai intrecciati la città più agricola della Sardegna.

Da questo cerchio partivano diverse linee parimente alberate, una dalla porta Rosello che sorge sino al prossimo poggio de’ Cappuccini, dove sono sedili ed ombre, aure fresche nelle sere estive, ed una bellissima e larghissima prospettiva da ponente verso tramontana, perché può la vista allargarsi agli estremi monti della Nurra ed all’Asinara; l’altra da porta Uceri a Silchi per il tratto di circa mezzo miglio, tra orti, oliveti e giardini; la terza da porta Nuova, che si unisce alla predetta; la quarta da Porta s. Antonio che va verso Portotorre; e la quinta da porta Castello, che va verso Scala di gioca, ed è parte come la precedente della grande strada dell’isola.

Siffatte linee di alberi fiancheggiano e ombreggiano stradoni sufficientemente larghi e ben formati, de’ quali ebbe sempre gran cura il municipio, e che sono da gran tempo anteriori a’ consimili, che si sieno fatti in altre città del regno per comodo e piacere de’ cittadini.

Come presso la chiesa de’ Cappuccini, cosi presso quella di s. Maria di Betlem si trovano bellissime ombre nell’estate per il boschetto di acacie, mescolate già di alcuni platani , che occupano un tratto, sebbene poco largo , di terreno a due lati della chiesa. Nella primavera, quando quelle piante fioriscono, l’aria è imbalsamata del loro giocondissimo profumo.

Ne’ giorni festivi vedesi nelle ore pomeridiane gran folla di gente che passeggia ne’ detti stradoni, nel tempo invernale in quello che riguarda il ponente da porta s. Antonio a Pozzo di rena, in quello a s. Pietro, e nell’altro verso Portotorre; nel tempo estivo in quello che riguarda il levante, in quello de’ Cappuccini, e nell’altro di porta Castello.

Sassari non ha bisogno di formarsi un giardino pubblico, se le sue circostanze formano un giardino così vario, ameno e vago, che non potrebbe l’arte far di meglio, se con grandi spese si volesse in brevi spazi disegnarlo e radunarvi quanto compone e adorna i giardini artificiali. Tuttavolta se ne disegna uno presso Pozzo di rena, che verrà poi ingrandito.