Giudicato di Torres

Lasciando a parte tre Giudicati, cioè: quello di Cagliari – quello di Gallura – e quello di Arborea, che fu il più glorioso e il più duraturo, ci occuperemo brevemente di quello di Torres che durò meno di tutti. – Il primo Giudice, secondo il Martini, fu Inerio, uno dei tre fratelli di Gialeto, e ciò nel 687 quando l’Isola si dichiarava indipendente dopo il dominio dei Saraceni.
Dopo la prima cacciata di Musato, (1021-22) Torres fu retta dai Giudici Gonnario e Comita I, di stirpe pisana – il primo, dice Lamarmora, era uno dei Capitani di Pisa che si distinse combattendo contro il suddetto re moro.
Crollato il nuovo regno Sardo, di cui era stato investito Barisone II di Cagliari, a costui rimase il Giudicato di Torres, che resse sotto il nome di Barisone I. – Gli fu usurpato da Mariano I, ma lo ricuperò dopo due anni per trasmetterlo ai suoi discendenti. Gli succedette:

Mariano II, suo nipote, nel 1073. – Re pacifico, e religioso.
Costantino I, figlio del precedente, nel 1112. – Generoso con chiese e monasteri.
Gonnario II, figlio del suddetto, nel 1127.
Barisone II, figlio del suddetto, nel 1164.
Costantino II, figlio del suddetto, nel 1186. – Fu vizioso, crudele e odiato dal popolo; sbalzato dal trono dal Giudice di Cagliari Guglielmo, morì abbandonato da tutti. – Il regno di costui, e del precedente, fu turbato da guerre continue, frutto delle rivalità cogli altri Giudici dell’Isola, e dell’ambiziose gare tra Pisa e Genova.
Comita II succedette a suo nipote Costantino nel 1191. Fu costui che eresse la Basilica di San Gavino.
Mariano III, suo figlio, nel 1212; concesse nel 1219 la mano di sua figlia Adelasia a Ubaldo Visconti possessore del Giudicato della Gallura.
Barisone III suo figlio, verso il 1233. Era fanciullo e gli fu costituito un consiglio di reggenza, al quale soprastava la sorella Adelasia. Regnò tre anni e tre mesi, perché fu trucidato nel 1236; – il Martini dice da un Arnoldo o Renoldo, suo curatore, indettato col detto Ubaldo cognato del giovinetto, ed ambizioso del suo trono – il Tola e il Lamarmora dicono invece che fu assassinato dai Sassaresi, insofferenti del suo governo, come è più probabile, e come dimostreremo più tardi.
Adelasia e Ubaldo. – Succeduta al trono col marito, dietro l’assassinio del suo fratello minore Barisone. – Ubaldo morì nel 1238 e la lasciò vedova
Enzo Re di Sardegna. – Adelasia vedova di Ubaldo, raggirata dall’Imperatore di Germania Federico II, che aspirava alla signoria di Sardegna, passò a seconde nozze con Enzio bastardo di Federico. Elevato costui alla dignità di Re di Sardegna, Adelasia divenne Regina, ma fu maltrattata dal marito, il quale la fece rinchiudere nella rocca del Goceano, dove morì. Enzo rimase padrone del Giudicato. Nel 1249, chiamato dal padre per combattere a Bologna, fu chiuso in carcere dai bolognesi, e vi morì dopo 23 anni di prigionia.
Michele Zanche. – Il re Enzo prima di partire per Bologna aveva lasciato in Sardegna, come Vicario del Regno, il suo Siniscalco Michele Zanche, il quale era stato drudo di Bianca Lanza, madre di Enzo. – Morto Enzo a Bologna, usurpò il regno turritano, arricchendosi col barattare i doveri del suo ufficio. Morì assassinato dal suo genero Branca Doria.

Spento l’ultimo Regolo Zanche, una gran parte della Provincia Turritana passò sotto la dominazione delle famiglie dei Doria e dei Malaspina – una piccola porzione toccò pure agli Spinola di Genova ed ai Marchesi di Massa; – e una buona parte fu soggetta al Comune di Pisa, compresavi la città di Sassari che si era ingrandita dalle rovine di Torres, diventando una posizione importantissima. –  Durante i diversi domini a cui soggiacque la Sardegna, da noi brevemente esposti, non si parla mai di Sassari. –  Solamente essa è messa in campo dagli storici moderni al principio del secolo XIV, e da qualcuno pochi anni dopo 1’estinzione dei Giudici turritani. Vedremo però in seguito, che prima di quest’epoca si trova menzione di lei; – sono notizie isolate, è vero, ma possono condurre a induzioni, le quali non si sfumano nelle favole che tennero a battesimo la sua prima origine.