Sassari Pisana

1050-1200. Primi monasteri e chiese

 

Durante un secolo e mezzo circa non si trova alcuna menzione di Sassari. I Giudici di Torres, preoccupati solo a seminar conventi in tutta la Provincia, ne sparsero pure nei dintorni di Sassari. Barisone I di Torres, desiderando di trapiantare nella sua provincia la regola di S. Benedetto, fu il primo in Sardegna che nel 1062 inviava legali a Desiderio Abbate di Monte Cassino perché si spedissero Monaci a Torres. – I Monaci furono spediti; ma, assalita la nave dai Pisani, furono dispogliati e gettati sulla spiaggia; motivo per cui quei poveretti se ne tornarono a casa. Il Giudice però chiese riparazione al Comune di Pisa, e l’ottenne. Rinnovò la preghiera a Desiderio, il quale nel 1064 fece una seconda spedizione.
Da quel momento si eressero Chiese dappertutto – non tanto per le largizioni del popolo, quanto per quelle dei Giudici, i quali erano peccatori, e, facendone delle grosse, cercavano di corbellar Dio col fabbricar cappelle e far venir frati. Dice il Muratori che la remissione dei peccati fu la cagione principale dei doni magnifici fatti alle Chiese per isgravarsi dei digiuni e d’altre pene canoniche. Anche il Martini afferma che i Principi confidavano di purgare le proprie reità colle largizioni.
Il Manno nota, che prima del Secolo XIII esistevano nelle terre di Sassari i seguenti monasteri:

Santa Maria di Campolungo, (intitolata della Vergine Assunta sino dalla sua prima fondazione) era un convento di Monaci Cassinesi. – Il tempo della sua fondazione è veramente incerto, perché non trovasi indicato nelle Bolle Pontificie di quei tempi. Il Vico però dice, che fu fondato nel 1106 e consegnato ai frati di S. Benedetto, i quali poi l’abbandonarono ai Consiglieri della Città di Sassari, che alla loro volta verso il 1220 la cedettero, coi beni, ai Frati Francescani, che avevano fatto venire dal continente. Il Tola dice invece, con più ragione, che furono chiamati dal Comune nel 1290.

San Pietro di Sirki, monastero di Monache Benedettine fondato dalla madre di Mariano I di Torres nel 1112. Queste Monache l’abitarono sino agli ultimi del secolo XIII, ai tempi di Enzo e di Adelasia.

San Bonifazio, priorato, che esisteva nell’attuale villa dell’avvocato Cocco Lopez, vicino a S. Pietro.

Altri due Monasteri di Benedettine, uno nell’attuale parrocchia di San Donato, ed altro col titolo di S. Antonio Abbate nella Chiesa che fu dei Serviti.

Nella diocesi di Sassari ne esistevano pur molti: Santa Maria di Paulis, della regola Cisterciense. – San Michele di Plano, Santa Giusta e San Nicolò, della regola Camaldolese – Santa Maria di Taniga, Santa Maria di Cerigo, San Pietro di Bunari, di Benedettini; e molti e molti altri, tutti venuti su dal 1000 al 1200.
Nel 1113 la grossa borgata di Sassari è accresciuta dalle due plebi di Santa Maria e di San Nicolò di Solio, che Costantino di Torres aveva unite insieme francandole dalle spese e dai servigi personali cui sino allora erano state soggette. – Nel 1120, si fonda nella Nurra il Monastero di San Pietro di Nurchi da Gonnario, fratello di Costantino e dalla sua consorte Elena De-Thori. – Nel 1177 Barisone II fonda l’Ospedale primiero di San Leonardo di Bosue (o di Pisa) – e così di seguito: erano tempi di piena liberalità, verso il clericato e il monacismo, dai Giudici e Potenti dell’Isola.
Le chiese poi che esistevano nelle nostre campagne, (la maggior parte parrocchie governate da parroci che avevano il titolo di Rettore) erano innumerevoli; se ne contano oltre cinquanta