Sassari Pisana

Uno sguardo alla Sardegna

È tempo, pertanto, che noi gettiamo una rapida occhiata ai secoli ed alle vicende che travolsero la tribolata Sardegna durante il tempo in cui sulla nostra città regnavano il silenzio e le tenebre. Cominceremo col sorvolare sopra la lista interminabile dei nostri primi abitatori, creati e moltiplicati all’infinito dagli storici di tutti i tempi.
Passeremo del pari sulle colonie dei Fenici e degli Iberi, popoli dell’Asia, a cui si attribuiscono i famosi Nuraghi – sulla colonia dei Galli capitanati da Olbia – sulle colonie Greche guidate da Jolao – sulla colonia Libica che aveva a capo quel certo Padre Sardus che diede il nome alla Sardegna; la quale, riconoscente, lo proclamò suo re, gli fece una statua e gli eresse un tempio, dove l’adorò creandolo suo Dio; – e ciò verso gli anni 1200 avanti Cristo, salvo errore ed omissione. (Sappia il lettore, per sua norma, che allorquando si parla del passato remoto, gli storici sono di manica larga –  secolo più, o secolo meno, non fa mai difetto).
Cominciamo dunque dai Cartaginesi (dai quali si disse fondata Cagliari). Condotti da Asdrubale ed Amilcare verso il 512 avanti Cristo, essi s’impossessarono dell’Isola e la dominarono per circa 268 anni.
Vennero in seguito, nel 240 avanti Cristo, i Romani che scacciarono i Cartaginesi. I Sardi però, che cominciavano a vagheggiare la propria indipendenza, tentarono di ribellarsi al giogo straniero; e fu in questa circostanza che Amsicora, Capo dei Sardi pelliti, si uccise con un pugnale, non volendo sopravvivere all’eccidio della sua patria ed alla morte del suo figlio Josti. I Romani però erano in Sardegna, vi stettero, e la dominarono per 770 anni.
Dopo i Romani venne la volta dei Vandali negli anni 455 di Cristo. Costoro spogliarono prima la Sardegna, e dopo che fu nuda la signoreggiarono ugualmente per altri 78 anni. – I Goti, nell’anno 551, fecero del loro meglio per emulare i Vandali.
Gli Imperatori d’Oriente vennero dietro ai Vandali ed ai Goti, e la fecero da padroni assoluti per altri 170 anni.
I Sardi, ormai stanchi di tanti padroni, diversi per lingua e per costumi, si sollevarono nell’anno 687, mandarono gli Orientali a quel paese, ed elessero per re il cittadino cagliaritano Gialeto, il quale divise l’Isola in quattro Giudicati, ritenendo quello di Cagliari per sé, ed assegnando gli altri a tre suoi fratelli, Nicolò, Torquato ed Inerio; e ciò secondo le Carte di Arborea.
Questo Governo Nazionale fu però molto conturbato dagli Arabi e dai Saraceni che piombarono sulla Sardegna come belve affamate. Li guidava il loro re Musato, un vero muso d’iena, che gettò lo scompiglio – e lo spavento nell’Isola. Le invasioni di questo re, color d’ebano, furono otto, e i Sardi sentendosi deboli, chiesero finalmente aiuto e si raccomandarono al Papa; il quale, alla sua volta, si raccomandò alle due Repubbliche di Pisa e di Genova. Si proclamarono le religiose Crociate contro i Mori, e si vinse. – I Saraceni però ritornarono ancora nel 1050, e furono di nuovo battuti dai Sardi uniti alle forze di Pisa.
I Sardi però non furono del tutto liberi. I Pisani che si erano atteggiati a protettori dell’Isola, vollero un compenso per l’aiuto prestato – e il compenso se lo concedettero loro stessi facendo la guerra agli antichi Giudici sardi, e mettendo al loro posto altrettanti Giudici pisani. – Insomma, i feroci dominatori non cangiarono che di colore da neri divennero bianchi.
Vi fu un po’ di battibecco – assalti e ripulse – guerre civili fra Sardi e Sardi per gelosie di provincia, sinché i Giudici nazionali ripresero la loro dinastia; ciò che non tolse che Pisani e Genovesi, a lor talento, continuassero a dominare una gran parte dell’Isola, e per molto tempo.