Sassari Pisana

Il villaggio si allarga

 

Poco per volta gli abitanti dei numerosi paesi sparsi per la Nurra, Fluminaria e Romagna, abbandonarono le loro capanne per stabilire a Tatari, allettati dalla fertilità dei suoi terreni, dall’abbondanza delle sue acque e dalla salubrità del suo clima; e Tatari s’ingrandiva di giorno in giorno estendendosi nella direzione di levante, verso le attuali vie dell’Insinuazione, della Cona e della Munizione Vecchia, e prolungando al sudest una linea di casupole, la cui estremità veniva denominata Capu de Villa. Molto più tardi, in questo medesimo punto, fu eretta la Porta collo stesso nome, di cui è menzione negli Statuti del Comune di Sassari. Il luogo preciso dove venne fabbricata questa Porta s’ignora; certo è però che esisteva tra l’attuale Piazza Castello e la via testé aperta della Corte di Sisini – e molto probabilmente dietro la chiesa del Rosario, nel punto dove sorge oggi (fine Ottocento, ndr) l’Asilo Infantile.
Man mano che Sassari si allargava verso levante e mezzogiorno, si atterrava il superbo bosco dei giganteschi ginepri; e dice una costante tradizione, che le famose travi che compongono lo stupendo tetto della Basilica di Porto Torres, appartengono appunto a questo bosco. L’arcivescovo di Sassari Manca de Cedrelles, che nel 1614 faceva una relazione al re Filippo III sull’invenzione dei Santi Martiri Turritani, porta al cielo questo tetto di travi meravigliose, le quali, egli dice, sembrano non portino peso, né facciano forza nel reggere un edifizio che è fatto mille e cento anni, e durerà ancora altri mille. Lasciando il tetto di travi, che veramente è stupendo, bisogna far notare che il Cedrelles prendeva lo stesso granchio dello storico Vico, il quale asserì, che la Basilica di Torres era fabbricata da Comita I nell’anno 510 di Cristo – mentre il Comita non visse che sette secoli dopo, e la Basilica non fu edificata che nel 1210 dallo stesso Comita.
Qui, per scarico di coscienza, bisogna che io faccia notare, che il Bosco dei famosi ginepri, a quest’epoca, non esisteva più alle spalle di Sassari; e quindi la tradizione rimane in piena estasi, aspettando un pietoso che l’appoggi con una buona ragione. A meno che il detto Bosco non esistesse verso il Molino a vento o la Scala di Ciogga!

***

Tutto quanto ho fin qui esposto, non si fonda che sopra vaghe conghietture raccolte a spizzico, e date con riserva, qua e là, da diversi storici. Fino al principio del secolo XII tutto è incerto, vaporoso. Dal XII secolo alla metà del XIII abbiamo un po’ di notizie storiche, ma saltuarie, che solo per incidenza parlano di Sassari; pure esse mandano qualche sprazzo di luce, bastevole per non farci urtare nei grossi scogli. È solo dalla caduta dei Giudici Turritani, verso la metà del secolo XIII, che noi possiamo camminare con più coraggio, sebbene la strada che ci si presenta non sia del tutto sgombra di sterpi e di sassi.