Commercio e Mestieri

Notai

Era una delle cariche più alte e rispettate. Nessun notaio di Sassari o del distretto poteva formulare o levare alcuna carta nelle seguenti feste, sotto pena di soldi 10 per ciascuna carta: nelle feste di Natale – il primo giorno dell’anno – il giorno dell’Epifania – il Venerdì Santo – Pasqua di Resurrezione – Ascensione – Pasqua di Maggio -Annunziazione – Assunzione, e tutte le domeniche; eccettuati i testamenti, collazioni di benefizi, elezioni, proteste, appellazioni, denunzie, pagamenti, patrimoni, sposalizi, e sentenze di arbitrio.
Per i contratti di allocazioni, vendite, e accordi fra servi e serve il notaio non doveva percepire, secondo l’art. 53, che soldi 3 da caduno; e per contratti di debito, soldi 4; salvo però per testimoni, ultime volontà, collazioni di benefizi, carte di piaitos (liti) e cose di chiesa, per i quali il notaio doveva percepire a seconda la qualità del fatto.
Nell’art. 52 è detto: «Se un notaio morisse, tutti i suoi atti si raccomandino dal Podestà ed Anziani, nel Consiglio Maggiore, ad altro notaio, scelto dallo stesso Podestà ed Anziani. Il qual notaio è obbligato dare agli eredi del morto la metà di tutti i frutti ed utili ricavati dai Cartolari che erano in potere del morto. E ogni notaio depositi per garanzia lire 300.
«Se poi un notaio falsava qualche atto a danno di alcuno, il Codice lo condannava ad essere decapitato; e la stessa pena era riserbata per colui che gli aveva fatto fare l’atto falso».