La Città

Bagni

Dove oggi è il Monastero di Santa Elisabetta, erano i bagni pubblici; ed anche al presente vi scorre al dissotto l’acqua tiepida e salutare detta della rogna, che passa attraverso Ponti Pinnali e si scarica negli orti. Quattro distinti giorni per settimana erano assegnati per il bagno degli uomini, cioè il giovedì, venerdì, sabato e domenica; e tre giorni per settimana per il bagno delle donne, cioè il lunedì, martedì e mercoledì; e chi sbagliava i giorni del bagno, a seconda del sesso, era punito colle pene più crudeli contenute nel Codice. Abbandonati questi bagni dopo qualche tempo, furono ripresi nel 1500, e dopo 80 anni di esistenza, di nuovo posti in oblìo.


Dal libro “Sassari” di Enrico Costa

 

***

 

Gli isolati che si attestano su Via S. Elisabetta fino al principio del XX secolo erano saldati dal complesso conventuale intitolato a Santa Isabella del Portogallo, sorto nel secondo decennio del XVII secolo, a ridosso delle mura, inglobando una ampia area ad orti ed una torre, nel sito del preesistente convento dedicato a Santa Elisabetta d’Ungheria. Il monastero di Santa Elisabetta è ricordato ancora, nonostante la sua soppressione e demolizione, per le dolci musiche delle sorelle, per i dolci tipici apprezzatissimi e per via della rinomata acqua minerale salata e tiepida che sgorgava sotto il convento, con spiccate proprietà curatrici per i mali di fegato ma anche per i mali della pelle (da qui il nome di acqua “della rogna”).


Dal sito del Fondo Ambiente Italiano e dal sito Sardinia Tridentina