Illuminazione pubblica

Ai tempi della Repubblica, e così molto prima e molto dopo, Sassari non sapeva che cosa fossero i fanali, come non lo sapevano tutte le altre città del mondo. I fanali a Sassari non comparvero che nell’anno 1828.
Un articolo del Codice prescrive, che dopo il terzo squillo della campana, che si suonava a sera in Corte del Comune, nessun cittadino poteva aggirarsi per la terra di Sassari senza lume e senza fuoco. Dopo il Vespro, dunque, i nostri padri si aggiravano per le vie di Sassari col tizzone acceso fra le mani; precisamente come si pratica oggi in quasi tutti i nostri villaggi. Ciò che vi ha di curioso è, che gli Statuti dicevano: ciò si intenda degli uomini e non delle donne. Alle sole donne era dunque permesso di girovagare all’oscuro! Capisco che ciò doveva essere scritto a benefizio del pudore, volendo che le donne non fossero illuminate per non essere assalite; questo però non toglie che la legge fosse molto larga. Fra tanta servitù, essa accordava alle donne un privilegio comodissimo in molti casi!