Sassari nell'Ottocento

Acrostico sassarese

 

Un acrostico è un componimento poetico nel quale le prime lettere di ogni verso, lette per ordine, danno un nome o altre parole determinate.
Nel 1778, quando venne nominato arcivescovo di Cagliari monsignor Vittorio Filippo Melano, Bonaventura Porro, proto della stamperia Reale di quella città, gli dedicò il seguente acrostico sassarese, stampato – è scritto – con nitidezza singolare, ornato di sei rami incisi da mano maestra, le cui iniziali di ogni riga formano, appunto, il nome dell’arcivescovo.

Scrive Enrico Costa: «Il Cossu, nel 1783, notava  che i dialetti Sassarese, Castellanese e Gallurese sono figli dell’Italiano del secolo XIII, in molto alterato; – l’Algherese è figlio del Catalano – e gli altri sei dialetti sono figli del latino, e non del greco, come altri vorrebbe». 
E anche il Costa, introducendo l’acrostico composto per monsignor Melano, così continua: «Lo stesso autore (il Cossu, ndr), nelle sue notizie di Sassari, per provare l’affinità del sassarese coll’antico dialetto toscano introdotto dai pisani verso il secolo XIII, riporta un Sonetto acrostico nella nostra lingua,stampato in Cagliari nel 1778, e dedicato all’Arcivescovo di quella Città, Vittorio Melano. Eccolo: