Gli Statuti

Fac-simile delle lettere iniziali usate nel testo del Codice degli Statuti Sassaresi (clicca per ingrandire).

Gli Statuti del Comune di Sassari (Capitula statata, et ordinamenta Comunis Sassari) furono pubblicati nel 1316 sotto la podesteria di Cavallino De Honestis (nobili viri domini Cavallini de honestis, legum doctoris, potestatis Sassari). Quindi, a datare dalla sola promulgazione, essi vantano oltre 700 anni.
L’esistenza però di essi risale certo alla metà del secolo XIII, come giustamente osserva Pasquale Tola. Nella Convenzione, infatti, del 1294 sono frequentemente citati i capitoli e le costituzioni sassaresi, e nell’Introduzione dello stesso Codice si dice, che gli Statuti ivi contenuti furono scritti ed esemplati (scripta et exemplata) cioè copiati da originale preesistente. Da ciò si fa manifesto quanto siano pregevoli per antichità siffatte leggi statuarie; perciocché, riscontrando la storia dei Municipi italiani del Medio Evo, si trova che i loro particolari Statuti non sono molto più antichi dei Sassaresi, ed alcuni sono anche più recenti.

Fac-simile del capitolo XXXII degli Statuti in sardo

Furono scritti in due Codici (Brevia), uno in lingua latina e l’altro in idioma sardo volgare, come è ordinato nell’articolo 5 del libro I.
Quello in lingua sarda doveva essere conservato negli Archivi del Comune; l’altro in lingua latina era dato in custodia ad un onorevole cittadino scelto dal Podestà (istet in guardia de alcuna bona persone). Il primo arrivò quasi intatto sino a noi; del secondo non si hanno che pochi frammenti.


Gli Statuti Sassaresi
parlano per immagini,
di Antonio Meloni,
da La Nuova Sardegna