Gli Statuti e i Consiglieri del secolo XVII

Termino gli articoli degli Statuti con una buona quanto nuovissima notizia. I nostri Consiglieri, anche preoccupati delle vacue pompe spagnuole, e tanto teneri per le processioni e per la preminenza nei ridicoli cerimoniali, non smisero mai quella fierezza che fu sempre loro natura. Anche in mezzo ai Tedeum ed alle luminarie che ordinavano, ossequienti, in onore e gloria dei Sovrani di Spagna, non dimenticarono mai, in alcun tempo, il loro glorioso passato; quando cioè, retti a Comune, si governavano con proprie leggi, – Or bene, a proposito degli Statuti, i Consiglieri tennero seduta nel 2 Settembre 1634, e deliberarono unanimemente di dare alle stampe gli Statuti di Sassari, perché ogni cittadino potesse conoscerli. Vi ha di più: tre dei Consiglieri si offrirono spontaneamente per concorrere nelle spese di stampa, per poter subito dar mano all’opera.
Eccovi per curiosità la deliberazione:
« Ittem: per tots concordes fonch determinat y conclos en que se hagian de fer estampar los Estatuts dela pte Ciutat, per esser com son a quells escrits en lletra antiga, y por esser molt vella la lletra que casi se pot llegir atal que estampats los puga pendre qui voldra per saber los estatuts de sa Patria, y que per ço, y per que se puga donar principi ala estampa, lo nol. D.r don Gavi liperi Paliachio Conseller en Cap. ajuda ab sixanta reals, lo nob. D.r don Ant. Manca figo ab cent. reals, y lo nob. D.r don Franc. Martines Pilo ab quaranta reals, y que lo transcrivir los dits estatut se en comanda al secret de dta ciutat y que despres se veura y tratara del salarj segon lo treball haura fet.
I nostri antichi padri avevano buone intenzioni, ma pare che sia poi nata qualche contrarietà, per cui i detti Statuti non vennero stampati.
Chi lo sa? Forse il proprietario della Tipografia, aperta in Sassari fin dal 1616, avrà trovata troppo tenue l’offerta fattagli dai Consiglieri di 200 reali.
Tornando sulla questione dell’Angius, non vi pare che la suddetta deliberazione sia una nuova prova che gli Statuti erano già antichissimi, e che non era possibile che quelle pergamene fossero diventate cosi logore nello spazio di poco più di mezzo secolo?